Il vento stava girando le pagine di un libro aperto davanti alla sua proprietaria. Era un pomeriggio quasi estivo ma ancora si sentiva quel tocco di tarda primavera. Fuori dalla finestra il sole illuminava le finestre spalancate dell’altro edificio della casa dello studente di fronte.
Le solite nonne, fedele alle loro postazioni strategiche alle finestre sicuramente hanno notato l’aumento del pellegrinaggio degli studenti di entrambi i sessi, carichi con gli zaini, le valigie e tutti gli altri contenitori di forme adatte a portare i loro preziosi, dirigendosi sempre verso la stazione dei treni oppure degli autobus. Nell’aria si sentiva il profumo delle vacanze vicine.
Finalmente – pensò. Ancora solo un esame e potrò restituire la chiave di quel buco due per tre metri e due studentesse per uno studente, che apparteneva alla mia coinquilina. E’ anche vero che un eco nascosto nel profondo della mia anima, mi stesse sussurrando che non avevo la più pallida idea di che fare nei successivi due mesi del tempo libero, ma la gioia di un altro anno di studi concluso con esito positivo era talmente grande che con tutta la consapevolezza non mi sono permessa di avere alcun dubbio per la testa.
Susanna, la mia coinquilina, è entrata con foga e con i capelli spettinati, nella nostra mini stanza muovendo le zampine con entusiasmo e ha detto:
- Raccogli subito tutto quello che rimane di te, perché dobbiamo assolutamente e subito andare nell’ufficio dell’impiego. Avremo le vacanze, ci sarà l’Italia, il sole, le pere e i soldini. Su, su – ha insistito – Muoviti, ti vieto di fare riflessioni profonde, che poi rischiamo di perdere il coraggio! Volo al piano di sotto da Dori, cosi la trasciniamo con noi.
E cosi siamo partite. Abbiamo compilato tutti i moduli necessari mettendoci dentro tutta la nostra vasta esperienza vissuta durante una raccolta di barbabietole con la classe delle scuole medie, eseguita sotto attento occhio di un professore. Evitando, ovviamente, tutti i casi di battaglie maschio femminili barbabietolose. Una bionda sostanziosa ci ha spiegato che sono rimasti solo posti per la raccolta delle pere e ci contatterà non appena riceverà la conferma da parte del datore di lavoro.
Tutte eccitate siamo andate di corsa alla libreria a comprare i dizionari e tutti gli altri tipi di libri che ci sembrassero assolutamente necessari per l’Italia, gli Italiani, le tradizioni e la lingua. Così rifornite, piene di fede e la nostra capacità di imparare sempre efficiente, potevamo solo concludere la giornata e l’avventura che stava per arrivare con la celebrazione stracalorica di wafer.
Non sono passati neanche due giorni che, nella cornetta del suo telefonino viola, Susanna sente la voce familiare della bionda che ci ha confermato il nostro viaggio aggiungendo un elenco infinito di cose assolutamente necessarie per partire. Fra meno di un mese dovevamo essere pronte.
Nel frattempo siamo tornate tutte a casa propria, prima promettendoci che per ogni dubbio riguardo alla nostra avventura ci saremmo sentite subito. Le successive quattro settimane le abbiamo passate tra i disperati tentativi di imparare la lingua in tempi brevi e la frenesia dello shopping di completi antipioggia colorati, vari paia di scarpe da pioggia, i guanti da giardinaggio, le creme protettive e tutta una varietà di cose, alcune utili e altre meno con un tentativo di non dimenticare niente.
Abbiamo superato l’ultimo esame tutte e tre con esito positivo, così potevamo dirigerci dalla terra polacca a quella italiana. Abbiamo salutato i nostri familiari un bel po’ preoccupati e siamo partite per la raccolta. Dopo un viaggio di diciassette ore, tutte assonnate e spettinate insieme ad altre sette ragazze siamo arrivate nel nostro nuovo regno.
La zona era bellissima …
E cosi tra una e l’altra fila di pere, una cassa e l’altra, una specie e un’altra, ho conosciuto Lui.
Pesche con Zabaione al Moscato
Ispirato da: Sale&Pepe Giugno 2010Ingredienti
- 2 pesche gialle
- 3 amaretti
- 20 g di mandorle
- 2 tuorli
- 3 cucchiai di yogurt bianco
- 2 cucchiai di zucchero di canna
- 1 bicchierino di moscato
Preparazione
- Montare i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere una crema spumosa. Metterla a bagnomaria e continuare a montare con le fruste per almeno 10 minuti.
- Versare il moscato poco alla volta e continuare a sbattere per altri 10 minuti.
- Sbucciare le pesche, mettere in una pirofila, spennellare con il burro, infine spolverizzare con lo zucchero.
- Infornare le pesche in un forno a 200°C per una decina di minuti.
- In una padella tostare le mandorle a fuoco lento.
- Sbriciolare gli amaretti.
- Unire la crema di zabaione con lo yogurt e dividere in due porzioni. Appoggiate sopra le pesche. Cospargere con il tiro di mandorle e amaretti.
Buon appetito!
















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bellissima ricetta e bellissime parole=)
bacio
http://www.modemuffins.blogspot.com
Che bello leggere di come la vita ti ha portato in Italia, con quali emozioni, pensieri… di come la vita di sorprende e ti fa prendere percorsi magari non calcolati…. insomma… attendo il seguito della storia!:)
Intanto mi gusto ste pesche con lo zabaione al moscato che adoro!!!
baci